Biografia di Toni Campa

Antonio Campa (Toni) nasce in provincia di Taranto nel '54.

Nel '68 si trasferisce a Torino presso familiari e svolge differenti lavori ricercando una propria dimensione professionale.
Poco soddisfatto da queste attività ma in grado di ottenere comunque risultati eccellenti, all'età di diciotto anni, diventa capo settore dell'Alleanza Assicurazioni.
Dopo un'esperienza precoce di vita autonoma (a soli quindici anni abitava da solo in una pensione del centro di Torino) il suo spirito curioso e irrequieto lo porta a un periodo esaltante e movimentato vissuto tra Ginevra, Bologna e Roma. Non svolge il servizio di leva nonostante sia stato dichiarato idoneo perché non adatto alla vita militare.

Nelle strade di Torino, dopo aver trascorso un periodo buio dal '74 al '76, incontra una piccola troupe cinematografica e gli si avvicina chiedendo se può essere utile la sua presenza.
Il regista e gli attori, diventati in seguito amici, lo accolgono nella troupe trasmettendogli quella che diventerà una delle sue più grandi passioni: il Cinema.

Nel 1977 interpreta la sua prima parte in "Torino Violenta", con la regia di Carlo Ausino, uno dei primi film polizieschi girati in Italia coinvolgendo diverse città.
Seguirà un anno dopo, la partecipazione a "Tony l'altra faccia della Torino Violenta" sempre dello stesso regista.
Per perfezionare la propria recitazione si iscrive successivamente all'Accademia Shalimov di Aldo Rendine a Roma che però frequenterà per breve tempo perché viene scritturato dalla Compagnia di Mario Landi e Ivano Staccioli in tournée nei diversi Teatri Italiani con i seguenti spettacoli: "Antigone" di Sofocle, "Marionette che passione" di Rosso San Secondo , "Lisistrata" di Aristofane.

Nello stesso anno conosce presso la Fono Roma il Maestro Pupi Avati.
Con grande umanità Pupi assieme al fratello Antonio, riconosce in lui un giovane ragazzo da aiutare e lo coinvolge sui set di: "Gita Scolastica", "Noi tre", "Impiegati", "Regalo di Natale", "Aiutami a sognare", "Hamburger Serenade", "Cinema!!", "Jazz Band".
Toni è rimasto molto legato a Pupi e Antonio Avati perché la loro influenza è stata un enorme aiuto per la sua crescita personale.
Parallelamente Salvatore Samperi gli chiede di interpretare un cameo in "Liquirizia" e Carlo Ausino, al quale Toni riconoscerà sempre una grande capacità e un'intensa amicizia rafforzatasi nel tempo, lo rilancia come co-protagonista nel film "La Villa delle Anime Maledette" con Jean-Pierre Aumont e Beba Lončar.
Nel 1980 Beppe Nava lo vuole come attore nel fotoromanzo di Grand Hotel "Al Termine della Notte" con Paola Pitti e Vivien Vee e nel fotoromanzo "Nous Deux" di produzione parigina.

Animato sempre dall'irrequietezza, Toni, intraprende nuove strade. Viene chiamato da Mario Landi per uno speciale su Sara Ferrati.
Durante gli anni '90, un amico divenuto a sua volta regista, Pasquale Pozzessere, lo coinvolge nei seguenti film: "Padre e figlio", "Testimone a rischio", "La Vita che Verrà", "La Porta delle sette Stelle", "La Provinciale".
Quella di Toni si potrebbe definire un'esperienza di vita in bilico tra cinema e amicizia; ancora oggi ringrazia tutti per avergli donato questa emozione intensa e coinvolgente.

Parlando con un importante produttore televisivo americano, Toni, si convince che la Televisione supererà il Cinema, per cui, anticipando il fenomeno televisivo futuro gira e produce a Torino "Gabbiani di Fiume", che potremmo considerare oggi la prima telenovela italiana. Rifiutata dalla Rai che si dichiara non pronta a questo tipo di format e non essendovi altre possibilità perché le Tv private non erano ancora diffuse su territorio nazionale, Toni è costretto a rinunciare al suo progetto.
Di fronte al diniego della Rai, con un enorme dispiacere, si allontana da quello che ha sempre considerato il suo sogno; il Cinema. Amareggiato abbandona la sua "grande mamma" prendendo le distanze da tutto e da tutti fino al momento in cui, quasi per caso, sulla sua strada incontra la Musica facendola diventare la sua nuova ragione di vita.