Un sogno dai disegni preparatori

Nei disegni preparatori di questo progetto il tratto di matita è ininterrotto, è un flusso di energia, linea dinamica che rincorre il movimento vorticoso di un corpo che danza e non teme di mostrarsi senza veli, senza sovrastrutture nella sua bellezza più essenziale, quella della sinuosità nuda della linea curva.

Le idee si susseguono nell’ intento di sfruttare lo spazio oltre il possibile, anche attraverso gli specchi che ingannano le prospettive, sfondano le pareti e lasciano che l’ occhio si perda e si confonda.
Il tutto non è percepibile nella sua globalità; chiunque tenti di trovare un codice interpretativo immediato della forma, sarà invece portato a muoversi seguendo un sentiero, che Mollino vuole il più possibile sganciato dalla razionalità.

Sembrerebbe la rappresentazione di un sogno, nel quale non si ha mai un susseguirsi di immagini, ma soltanto di brevi flash.
Il pensiero onirico trova realizzazione nello studio accuratissimo degli aspetti funzionali.

Mollino si trova davanti uno spazio molto esteso e l’irregolarità della pianta gli suggerisce  spunti interessanti per soluzioni inattese e improbabili.
La pianta del locale è plasmata, il brusco contorno originario è trasformato in un più dolce fluido perimetro continuo, e le scale, adeguandosi a questo percorso ondoso, inseguono linee circolari e paraboliche.

Salgono al piano superiore, un soppalco, delimitato da una ringhiera che abbraccia quasi tutta la sala che si affaccia sulla pista da ballo. Sono insite in questa architettura molteplici funzioni che si intrecciano e si sovrappongono: si balla , si scruta, si sta appartati, e tutto ciò accade in entrambi i livelli, ma con ambientazioni diverse.

Sul soppalco ci sono piccoli spazi, nel quale si può ballare e nello stesso tempo osservare chi sta entrando all’ interno del locale, o guardare la costellazione di luci colorate che invade la sala. Dal basso la situazione è la medesima, ma da un punto di vista ribaltato in quanto non è possibile percepire esattamente ciò che sta accadendo al piano superiore.

L’insistenza della linea curva è palese ed esasperata, portata volutamente all’eccesso. Un tubo di metallo è applicato al soffitto per disegnare una serpentina che inizia nell’ingresso e sfocia, poi, in una spirale sulla pista da ballo e successivamente è risolta come sostegno ai punti di luce, cilindrici multicolori, lo stesso vale per i pavimenti dove stelle filanti di marmo si snodano lungo il corridoio d’ ingresso, raggiungono il salone, lo percorrono circolarmente per poi tornare verso l'uscita. Le luci colorate, il rivestimento di piastrelle policrome, gli specchi, alle pareti e sui pilastri, le ringhiere di ferro ad arabeschi multicolori ed i parapetti in specchi e legno dorato, conferiscono a questo ambiente un aspetto luccicante e sgargiante; consono alla funzione ludica a cui deve attendere, ma portato ironicamente all’ eccesso.

Il locale nella sua globalità, è come la rappresentazione di quell’ironico “drago da passeggio”, che ricompare più volte nelle foto erotiche.

Nell’ingresso, dal soffitto alla grotta, ricorda la gola di un drago che sembra imprimersi, quasi come fosse una lastra fotografica, sul soffitto e sul pavimento. Tutto intorno pezzi di squame colorate sono incastonate quasi ad amplificarne l’effetto.