La distribuzione

Si accede al lungo corridoio d’ingresso attraverso un’ampia porta a vetri con maniglia forgiata a “L”, e sopra, un’insegna luminosa con scritto “Lutrario, il re del dancing”, invita i clienti anche più reticenti ad entrare.
Planimetricamente si tratta di uno spazio piuttosto stretto e lungo.
Sulla destra, camuffati dal rivestimento e da specchi, si aprono diverse porte che conducono agli uffici e ai bagni, che Mollino  cerca di occultare.
Lo spazio è strutturato utilizzando la sintassi sinuosa della linea curva per il pavimento e per l’andamento delle pareti, usando la scansione geometrica delle nicchie, perfettamente ritagliate nel muro, alternando così movimenti ondosi a brusche interruzioni.

Il rivestimento di maioliche di Vietri a motivi floreali stilizzati di diverse colorazioni che copre completamente le pareti fino al soffitto, viene in molti punti spezzato da pannelli di specchi che interrompono la linea curva della parete aggettante.
Nella parte dove è situato il guardaroba, la soluzione adottata è più classica, viene infatti riproposta la balaustra in specchi di casa Devalle ma questa volta curvata secondo la linea sinuosa della parete, a delimitare lo spazio riservato al deposito e ritiro dei cappotti.
Questo spazio, occupato dalla balaustra, è segnalato anche sul pavimento attraverso una colorazione diversa del marmo, che assume sfumature dal verde chiarissimo al verde scuro.
Procedendo verso la pista da ballo, sulla sinistra, sempre nell’ingresso, il muro è stato svuotato a formare nicchie profonde dal profilo geometrico, probabilmente pensate per accogliere grandi fioriere sospese con fiori artificiali.
Prima di accedere al salone, il percorso subisce una strozzatura, alla destra del quale si sviluppa il bancone bar sempre rivestito in ceramica.
Al lato opposto uno scalone, ora chiuso, che permette di entrare al piano superiore adibito anch’esso a sala da ballo, il cui ingresso è schermato da una struttura in ferro battuto a simulare la fermata di una stazione metropolitana in stile Liberty.
Da questa si ha una percezione di uno spazio che prosegue all’infinito, grazie alla presenza dello specchio a tutta parete, dal profilo tondeggiante, nel quale si immerge la balconata al piano superiore. Essa ha un parapetto in liste di vetro temprato della Cristal Art (5), agganciate a tubi metallici, attraverso bulloni ricoperti da incrostazioni dorate curvilinee. Questo ammezzato abbraccia tutto il locale e, all’altezza del corridoio d’ingresso, c’è un parapetto di ferro battuto, sempre ad arabeschi colorati, dal quale si può osservare chi sta entrando nel locale e, nello stesso tempo, rimanere abbagliati dalle luci riflesse dagli specchi della balaustra all’ingresso, disposti secondo angolazioni prismatiche.

Poltroncine e sgabelli a forma di sella quasi ad invogliare la seduta a cavalcioni, sono disseminati per tutto il locale e sembrano petali a corolla dei tavolini tondi (6).

Un altro tema dominante è la scala, che assume caratteri diversi secondo la sua posizione. Se ne trovano due che mantengono un impianto rettilineo e sono collegamenti principali per accedere al piano balconato.
Più caratteristiche le strette scalette con corrimani di ferro battuto ed arabeschi colorati, dall’ andamento tortuoso, dislocate rispettivamente vicino al bar ed in prossimità del priveé in angoli bui, quasi a ricordare passaggi segreti.
La quinta scala, la più spettacolare, e’ posizionata dietro la tenda mobile e sembra, nello schizzo prospettico, un serpente che si cala sinuosamente dal soffitto, appoggiandosi agli alberi riprodotti sugli ingrandimenti fotografici posti sulle pareti.
Sono riproposte la ringhiera di ferro battuto, che strutturalmente ricorda il progetto del letto per Casa F. e G. Minola (7), e le piastrelle in maiolica dell’ingresso le quali rivestono per circa un metro d’altezza tutta la parete della scala che porta al sottotetto, inizialmente progettato per una scuola di ballo. La disposizione di Mollino comprendeva un atrio con divanetti dal quale, oltrepassando un cancello di ferro battuto, si entrava nello spazio propriamente adibito a scuola.

5. Fabbrica di specchi, cristalli e vetri fondata a Torino nel 1944 da Giovanni Donna in società con lo zio Giuseppe, Cristal Art si impone negli anni cinquanta in Italia come azienda leadernella produzione di specchi per arredamento.
6. Fulvio Ferrari, “The Unexpected Mollino”, Casa Vogue, Dicembre 2004
7. Manolo De Giorgi, “Carlo Mollino interni in piano-sequenza” (op. cit.)